Il tema delle città d’arte in rapporto con il turismo e con l’ambiente è stato oggetto di un’interessante analisi durante l’incontro del Lions club Cremona Duomo, che si è svolto il 23 ottobre 2025. Presente, come relatore, Gabriele Barucca, già Dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggi per le province di Cremona, Mantova e Lodi che, nella prima parte del suo intervento, ha analizzato il fenomeno dell’overturism, cioè dello ‘stravolgimento’ del turismo tradizionale. Se è stato detto infatti che il turismo è “il petrolio dell’Italia”, è però vero che il modo in cui è oggi organizzato e praticato può diventare pericoloso e, talvolta, aberrante. Difatti l’eccesso di turismo che costipa i luoghi e le città d’arte, non solo provoca lo spopolamento dei centri storici e l’allontanamento dei residenti, ma non si riflette con benefici economici sulla comunità, concentrando per lo più i profitti nelle mani di pochi che ne beneficiano. Queste criticità impongono una regolamentazione del turismo, già oggetto di attenzione a livello mondiale. Città d’arte come Firenze e Venezia e tante altre (non esclusa Cremona) non hanno bisogno di pubblicità fuorviante. Fenomeno tipico del turismo, ha aggiunto il relatore, è la “brandizzazione”: ogni luogo ha il suo brand, cioè il suo – per così dire – marchio, che però viene spesso esasperato: in montagna, ad esempio, mette in pericolo l’ecosistema.
La seconda parte della relazione, corredata di significative immagini, è stata dedicata a Cremona, a ciò che la rende bella e fascinosa: una città ricca di bellezza e cultura che i turisti potrebbero meglio apprezzare nella sua peculiarità con una preparazione specifica alla visita che compiono. Il panorama proposto dal relatore ha abbracciato praticamente tutta la città che – ha ammonito Barucca – non deve chiudersi in sé stessa, ma deve essere in sinergia con un contesto che la identifichi.